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Il progetto SITARC, Sistema Informativo Territoriale Archeologico della Regione Caona nasce originariamente all’interno dei lavori e delle attività della Missione Archeologica Italiana a Phoinike, attiva nell’Albania meridionale dal 2000, con le ricognizioni nel territorio della città di Phoinike.

Dall’inizio del 2007 il progetto si è dotato di una cornice istituzionale nuova che gli permette di estendere il campo d’azione non solamente a territorio della città antica di Phoinike ma a tutto il territorio della Caonia antica. Si tratta dell’approvazione da parte dell’Istituto Archeologico di Tirana del progetto di ricognizione, censimento, rilievo e documentazione dei siti archeologici delle province di Saranda, Delvina e Gjirokastra (coincidenti con il territorio dell’antica Caonia). Questo progetto di ricerca è diventato operativo in primavera del 2007 con la prima campagna di ricognizioni (alta valle del Pavla) e ha coinvolto persone e mezzi dell’Istituto Archeologico di Tirana e della Missione Archeologica Italiana a Phoinike [Firmato da Albana Meta e Saimir Shpuza per l’Instituto archeologico albanese e Julian Bogdani. Il progetto l’accordo viene in aiuto a due ricerche precedentemente avviate legate a tesi di dottorato precedentemente avviate, una riguardante la romanizzazione dell’Illiria meridionale e dell’Epiro settentrionale (S. Shpuza, Istituto di Archeologia di Tirana – Università della Sorbona Parigi) e l’altra riguardante i processi di formazione urbana durante l’età tardo-classica ed ellenistica nell’Epiro settentrionale (J. Bogdani, Università di Bologna)].

Il progetto si muove attualmente su due direzioni di ricerca. La prima è diretta verso l’acquisizione di tutte le informazioni attualmente disponibili sulle testimonianze antiche nella regione. Questa fase di ricerca, ormai prossima alla fine ha affrontato tutta la bibliografia archeologica riguardante la regione e la creazione di una banca dati bibliografica dei siti di interesse archeologico. In questa fase è stata pure raccolta tutta la documentazione grafica (piante, sezioni ecc) pubblicata e allegata alla banca dati.

Secondariamente, ma dal punto di vista operativo in parallelo, si è proceduto alla verifica nel terreno di tutte le informazioni raccolte e alla nuova documentazioni dei siti. Quest’ultima prevede il posizionamento il più preciso possibile dei siti, utilizzando tecnologia GPS; dove possibile il loro rilievo (ancora una volta tramite tecnologia GPS o, dove la situazione lo permette, con strumentazione ottica di alta precisione, Total Station), nuove ed aggiornate schedature secondo standard attuali ecc.

Tutto il materiale è attualmente raccolto in una banca dati creata ad hoc, serivizio offerto da BraDypUS , che utilizza la tecnologia di internet per rendere i dati fruibili ed aggiornabili da più utenti con vario grado di accessibilità. In questo modo tutti i dati schedografici (tutte le informazioni descrittive e interpretative sui siti visitati o schedati da bibliografia), e tutti i documenti grafici allegati (fotografie, piante d’archivio o di nuova acquisizione, fotopiani ecc.) sono attualmente consultabili e aggiornabili tramite interfaccia web (www.bradypus.net/sitarc/).

Considerando l’importanza di questi giri ricognitivi nel territorio, e l’inaccessibilità di molti luoghi visitati, si è deciso di non limitarsi in questo ‘censimento’ solamente dei resti archeologici, ma di considerare e registrare anche altri beni culturali, architettonici o artistici, di interesse generale. In questa categoria entrano molti edifici sacri, che per la loro antichità, architettura, arredo interno o impianti decorativo, presentano interesse dal punto di vista artistico e/o turistico.
Queste considerazioni introducono un ulteriore problema che è quello della sicurezza. Per molti siti di interesse archeologico, artistico o turistico la pubblicità di certe informazioni collegate al loro posizionamento e contenuto può pregiudicarne seriamente la conservazione. Questo problema coinvolge soprattutto siti archeologici quali le necropoli, o altre tipologie non propriamente archeologiche come le chiese con arredi mobili di valore e simili. Non è possibile per queste tipologie di monumenti rendere pubbliche informazioni che in altre circostanze sarebbero molto utili alla loro fruizione. Per questo motivo le basi dati on line sono debitamente protette tramite chiavi di accesso di vario livello, e per questo motivo che una eventuale pubblicazione dei dati dovrà necessariamente tenere conto di queste esigenze.

Oltre al dato schedografico e grafico il sistema SITARC prevede anche una adeguata base cartografica, organizzata su una piattaforma G.I.S.
Questa piattaforma attualmente comprende una vasta gamma di fonti cartografiche, cominciare dalla cartografia storica (cartografia IGM levate di varie annate tra le due guerre mondiali, utilissime per la ricostruzione del paesaggio antico) a quella attuale (cartografia ufficiale albanese di varie annate di pubblicazione, cartografia americana ecc.) alla più recente cartografia numerica (radio-fotografie satellitari, copertura di curve di livello in formato vettoriale ecc.). Inoltre si dispone di fotografie satellitari, aere da aquilone, rilievi di vario genere (ottici, GPS, manuali ecc.).

Attualmente questi dati sono consultabili solamente in locale, su macchine presenti nella sede del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna, ma presto si pensa di migrare tutta questa struttura in architettura web, in modo simile con quanto già fatto per il dato schedografico e grafico.

In questo modo potrà essere fruibile, sempre con le restrizioni di accesso dovute e descritte sopra, l’intero progetto, sulla piattaforma WebG.I.S.