| Missione Archeologica Italiana a Phoinike |
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Quando Luigi Maria Ugolini, il primo scavatore di Phoinike, nell'autunno del 1927 lasciava definitivamente il luogo per dedicarsi, nei pochi anni a venire che ancora la sua breve vita gli riservava, agli scavi di Butrinto, esprimeva l'auspicio della continuazione delle ricerche. Più di settant'anni dopo, questo desiderio si è avverato. Una fortunata contingenza di occasioni propizie, e la buona volontà di molti, hanno reso possibile la ripresa sistematica delle ricerche in questa antica città, tanto importante storicamente quanto ignorata e quasi sconosciuta nella sua realtà archeologica. Che è cospicua e documento di un lunghissimo periodo di vita, che ha visto succedersi sul colle dell'acropoli Greci e Illiri, mercenari Celti e poi i nuovi dominatori venuti dall'Italia, infine Bizantini, Veneziani, Turchi. Fin dal 1998 l'Università di Bologna ha avviato i preparativi per un lavoro intenso e che si prevede lungo ed efficace e che ha trovato nell'allora Direttore del Dipartimento di Archeologia e attualmente Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, prof. Giuseppe Sassatelli, un deciso e convinto sostenitore. Con la nostra iniziativa sono entrati in sintonia e convergenza di intenzioni due fattori essenziali per la concreta attuazione del progetto. Da un lato la disponibilità mostrata dall'Istituto Archeologico Albanese e dal suo straordinario Direttore, prof. Muzafer Korkuti, l'istituzione albanese preposta agli scavi e alle collaborazioni con le Missioni straniere, da subito entusiasta e poi parte integrante e attiva del progetto. Dall'altro il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, con la Direzione Generale per la Promozione e la Collaborazione Culturale, che ha sorretto in modo determinante, anche sul piano finanziario, il nostro programma di lavoro. Cosi come S.E. l'ambasciatore Mario Bova e l'intera Ambasciata d'Italia a Tirana, l'Istituto Italiano di Cultura, il Ministero della Cultura Albanese hanno fin dall'inizio compreso l'importanza del progetto e ne hanno favorito l'avvio nell'autunno del 2000. L'inizio dei lavori è stato preceduto da un'intensa e preliminare opera di raccolta di informazioni, di studio e dell'apprestamento di una base della Missione nella vicina Saranda. Mi è particolarmente gradito, a questo proposito, ricordare l'appoggio che ci hanno dato gli amici dell'Università di Norwich, che operano nella vicina Butrinto dal 1994 e che hanno messo a nostra disposizione, con magnifico spirito di collaborazione scientifica e appunto di vera amicizia, la grande esperienza da loro maturata in questi anni di ricerche nell'Albania meridionale. Infine stretti e per noi importantissimi sono stati i rapporti con la Butrint Foundation, il cui presidente sir Patrick Fairweather è sempre stato sensibile e interessato al nostro progetto, e con il Parco Archeologico di Butrinto, il cui Direttore, Auron Tare, ha anche fisicamente ospitato la Missione Italiana a Saranda, il primo anno, nella bella sede di Villa Kaoni. A tutti un ringraziamento per quanto hanno fatto e faranno. A noi il compito e l'impegno, gravoso, ma entusiasmante, di realizzare un intento di ricerca e di valorizzazione, che è antico nelle sue origini ma che si immagina proficuo negli anni futuri. E questo futuro sarà soprattutto nelle mani dei giovani archeologi italiani e albanesi e dei giovanissimi studenti dell'Ateneo di Bologna che hanno partecipato, col loro coinvolgente e straordinario entusiasmo, al nascere del nostro nuovo lavoro. |




